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lunedì 13 dicembre 2010

Hugo Chavez: l’amore conteso tra destra e sinistra in Italia



Ugo Chàvez 
Mi sono domandato il perché, improvvisamente, Chavez non rappresentasse più pericolo o, per lo meno, un fastidio, per il governo italiano. Ho riflettuto. Negli anni scorsi la sinistra italiana descriveva il caudillo di Caracas come il nuovo Che Guevara, una sorta di Simón Bolivar dei nostri giorni. Bertinotti, D’Alema e altri degni rappresentanti italiani erano stati a fargli visita e, una volta tornati in Italia, ne parlavano positivamente. Il centro destra, invece, asseriva che Hugo Chávez Frias fosse un personaggio che era riuscito, con giochetti di potere, a imporsi nel Paese. Nei dibattiti emergeva, sempre, un’antipatia verso questo personaggio che si organizzava, con altri capi di Stato, per ostacolare l’imperialismo americano.

Sono trascorsi alcuni anni e, poco a poco, in apparenza inspiegabilmente, si è venuta a creare un’inversione di tendenza. Gli ex comunisti italiani, oggi non saprei in quale partito collocarli, non parlano più del presidente venezuelano. Si sono resi conto, credo, che in realtà sia soltanto un despota e tendono, invece, a paragonarlo a Silvio Berlusconi. Chavez gestisce, veramente, tutti i media venezuelani. Le emittenti contrarie al governo sono state chiuse, così i giornali e la censura, secondo le ultime voci, si starebbe abbattendo anche su Internet. Voglio sperare che questo sia il motivo per cui la sinistra abbia smesso di amare Hugo e non solo perché ora sia diventato amico di Roma.

Alcuni mesi fa, Frattini, in rappresentanza del governo italiano, è stato a Caracas e ha dichiarato che l’Italia ha molti motivi economici per mantenere una sana amicizia con il Venezuela. Come dire: ci interessa essere amici, quindi facciamo finta di non vedere cosa succede nel paese. Quando una trasmissione di Rainotte volle intervistarmi per conoscere la mia opinione riguardo l’incidente a quel volo a Los Roques, in cui viaggiavano otto italiani scomparsi nel nulla ed espressi i miei dubbi, venni censurato. Fu proprio l’autore del programma a dirmi che la censura aveva eliminato il mio parere a riguardo e aveva lasciato solo discorsi sul turismo e il folklore venezuelano. L’Italia, quindi, se ne sta ‘fregando’ altamente di cosa possa accadere a tutti gli italiani residenti nel paese di Hugo.

Chi è che censura, in Rai, il libero pensiero su Chavez? Si tratta, per caso, di uno scambio di favori? Ho motivo di pensare che lo Stato italiano abbia particolari ragioni per censurare ciò che potrebbe intaccare l’amicizia con il despota sudamericano. Non mi pare un atteggiamento consono con nessun governo che si dichiari liberale e cristallino. Una nazione che appoggia, qualunque siano le ragioni, un capo di Stato che tiranneggia e toglie la libertà di parola e di stampa, non può che essere simile. È vero, in Italia ancora non siamo a questo punto, ma neppure in Venezuela lo eravamo vent’anni fa, nonostante i problemi riconosciuti.

Qualche anno fa mi chiamavano le redazioni di quotidiani vicini al centro destra e mi chiedevano articoli su Chavez. Sfruttavano il mio risentimento d’italo venezuelano di fronte allo sfascio del mio paese, depauperato, avvilito e massacrato per pubblicare i miei comodi articoli. Risentimento sempre più forte: povertà, delinquenza ai massimi storici (circa 100 omicidi ogni fine settimana nella sola città di Caracas); bavaglio giornalistico e la certezza di essere sempre più vicini a un conflitto. Impotenti osserviamo el Señor de Venezuela inimicarsi, sempre di più, gli Stati Uniti (benché qualche losco accordo ci sia) e stringere amicizie particolari, come quella con Ahmadinejad.

Il Venezuela violentato nella sua cultura, nei suoi ideali. Come può un paese come l’Italia assecondare un uomo che sta proibendo alcuni libri di storia venezuelana in favore di altri che mettono in bocca dell’unico personaggio storico amato dal popolo, Simón Bolivar, il pensiero che è, invece quello di Chavez? Che cosa unisce Caracas a Roma da imbavagliare chi vuole comunicare? Perché il dittatore venezuelano ora viene protetto, dimenticando persino gli otto italiani che hanno perso la vita, molto probabilmente, per motivi politici e governativi?

Notizia recente, dalle rivelazioni di Wikileaks, gli accordi tra Caracas e Mosca, la fornitura di missili antiaerei e la base russa che dal Venezuela può raggiungere facilmente l’America. Bella scoperta! Dell’armamento atomico non ne parla nessuno? Sono tutti ‘accorducci’ del triangolo oscuro Roma-Mosca-Caracas.

 

di Cosmo de La Fuente


cosmo@cosmodelafuente.com





 

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