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martedì 14 dicembre 2010

Guerriglia per le strade di Roma



Roma: dopo gli scontri con la polizia davanti al Senato, manifestanti diretti a Montecitorio

La protesta degli studenti è in corso anche nel resto d'Italia. A Milano i contestatori hanno fatto irruzione alla Borsa, a Palermo occupata la pista dell'aeroporto Falcone Borsellino

Mentre Silvio Berlusconi ottiene la fiducia in aula, fuori dal palazzo migliaia di studenti continuano a manifestare contro la Gelmini e il governo. A Roma per tutta la mattinata si è assistito a scontri tra manifestanti e polizia. Gruppi di contestatori hanno raggiunto il Senato e Palazzo Montecitorio. Due macchine date alle fiamme dai manifestanti. Assaltati in Via del Corso i blindati della Guardia di Finanza da un gruppo di black block. Tensione anche a Milano dove gli studenti hanno fatto irruzione nella sede Borsa.

Roma
Un manifestantè è rimasto ferito negli scontri in via del Corso ed è stato allontanato dagli agenti. Un corteo imponente si è scontrato con la polizia. Gli universitari hanno provato ad avvicinarsi alla camera camera dei Deputati. In questo momento le forze dell’ordine stanno ceracndo di mettere ordine. I manifestanti lanciano bombe carta e pietre. Si assiste a scene inutili di violenza. Anche un cameraman è stato spintonato mentre cercava di filmare l’arresto di un contestatore. La polizia si dirige verso piazza del Popolo dove è concentrata la maggior parte dei manifestanti. La testa del corteo degli studenti è giunta in Piazza del Popolo. Ad aprire la manifestazione un cordone di manifestanti con caschi in testa e scudi di plastica che riportano impressi sopra i titoli di libri e film famosi. La giornata è stata caratterizzata da molti momenti di tensione. Due macchine sono state date alle fiamme dai manifestanti. In via del Corso, poco distante da Montecitorio, alcuni black block hanno preso d’assalto i blindati della Guardia di Finanza e picchiato gli agenti. Le camionette, prese letteralmente d’assalto, stanno indietreggiando. Alcuni manifestanti, apparentemente Black-block vestiti tutti di nero dalla testa ai piedi, si sono armati sul Lungotevere con mazze di ferro prese da un furgoncino e altri oggetti prelevati dai cassonetti dell’immondizia. Il corteo intanto sta sfilando sul Lungotevere nei pressi dell’Ara Pacis e la strada è chiusa al traffico. Si va avanti al grido di “Blocchiamo la città” e “venduti, venduti” nei confronti di coloro che hanno votato la fiducia al governo Berlusconi. Chiaramente tutti intorno è il delirio per quanto riguarda il traffico e la circolazione. Le vetrine dell’istituto di credito Deutsche Bank di corso Vittorio Emanuele II, a Roma, sono state danneggiate dal lancio di sassi e sampietrini di alcuni manifestanti. Sulle vetrine della banca sono state scritte frasi con le bombolette spray con il simbolo della A di anarchia. Centro sotto assedio a Roma. Esplodono bombe carta su corso Vittorio Emanuele ma sono le frange estreme a lanciarle. Gli studenti gridano “scemi”. Intanto i negozi stanno tutti chiudendo. Alcuni con i clienti dentro. Le vetrine di diverse banche sono state prese d’assalto. “Ma facendo così è solo peggio. Basta”, gridano in moltissimi. Cori di gioia, fumogeni accesi e balli. Tra i manifestanti in piazza tra corso Vittorio Emanuele e corso Rinascimento, a Roma, si era sparsa la notizia della sfiducia alla Camera al governo Berlusconi. Notizia falsa. Perché invece, con 314 voti contro 311, il premier ha ricevuto la fiducia. Incassata prima anche al Senato. Quando ai ragazzi è arrivata la ‘correzione’, i cori di gioia si sono trasformati in urla: “Vergogna, vergogna” e “Tutti a Montecitiorio”. Un coro di “buu” e “venduti” si è levato dal corteo su Corso Vittorio alla notizia che la Camera dei Deputati ha respinto la sfiducia al governo. Scontri vicino alla Camera dove alcuni manifestanti hanno esploso tre bombe carta in via degli Uffici del Vicario. Le forze dell’ordine hanno tentato di respingere un gruppo di manifestanti che avevano lanciato vernice ed uova Vetrine spaccate su Corso Vittorio Emanuele a Roma da uno spezzone del corteo composto dai giovani dei Centri sociali. I più indossano caschi o cappucci e hanno il volto coperto. Alcuni di loro si sono staccati dal corteo e hanno spaccato alcune vetrine. In disaccordo gli studenti medi e universitari, tanto che alcuni di loro sono entrati a chiedere scusa ai negozianti. Un gruppo di manifestanti è riuscito ad arrivare davanti alla Camera dove è in corso il voto di fiducia al governo Berlusconi. Davanti alla Camera ci sono due sbarramenti delle forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa e gli studenti stanno lanciando diversi forti petardi, uova e altri oggetti contro la polizia. Sono circa 70 i manifestanti che hanno abbandonato il corteo in corso Vittorio e, incappucciati e con caschi si stanno dirigendo velocemente verso il Parlamento dopo essere riusciti ad entrare in via di Torre Argentina non presidiata dalle forze dell’ordine. Al momento sono nei pressi del Pantheon. “Berlusconi pezzo di m…” urlano mentre si dirigono verso il parlamento. Tutti gli ingressi del Senato sono chiusi per decisione dei responsabili della sicurezza di Palazzo Madama, i funzionari impediscono a chiunque di uscire e filtrano gli ingressi nell’edificio. Questa decisione è stata presa in seguito all’inasprirsi del confronto tra i manifestanti. Scene di guerriglia urbana a Corso Rinascimento dove la strada è invasa dal fumo di bombe carta e petardi e lacrimogeni. Cariche della polizia vicino al Senato quando i manifestanti hanno tentato di assaltare alcuni blindati armati di pale e mattonelle, prese da un camioncino. Il furgoncino pieno di picconi, martelli e mattoni è parcheggiato nel corso. Un gruppo di studenti hanno lanciato vernice contro il Senato. Le forze di polizia hanno caricato gli universitari. Il corteo si è ricomposto e, dopo aver lasciato corso Rinascimento, sta percorrendo corso Vittorio verso il Lungotevere.

Milano
Tensione tra piazza Fontana e via Larga a Milano. Una cinquantina di manifestanti dei centri sociali, dopo aver raggiunto il corteo, ha lanciato uova e qualche sasso contro le forze dell’ordine. Studenti e forze dell’ordine si sono fronteggiati a distanza senza nessun contatto. I giovani hanno anche provato ad avanzare “armati” di palloncini pieni di vernice. La situazione è poi tornata tranquilla. Il grosso del corteo procede invece in via Palestro. Il corteo degli studenti di Milano, arrivato all’altezza di piazza Fontana, si è diviso in due tronconi: mentre una parte confluiva nella piazza come previsto all’organizzazione, un’altra parte ha deciso di proseguire la marcia per raggiungere i giardini di via Palestro. Il cambio di tragitto sarebbe stato concordato in corso d’opera con la questura. Gli studenti infatti vorrebbero proseguire con la manifestazione fino all’arrivo della notizia sull’esito del voto di fiducia del governo alla Camera.

Un gruppo di studenti ha fatto irruzione nella sede della Borsa di Milano. I giovani, sotto l’insegna dell’ordinamento dei collettivi studenteschi di Milano e Provincia, sono riusciti a intrufolarsi all’interno di Palazzo Mezzanotte, mentre il servizio di sicurezza ha provveduto a sprangare le altre entrate. Gli studenti, alcuni con il volto coperto, hanno alzato uno striscione con la scritta: “Accozzaglia di affaristi, razzisti, ladri, mafiosi. Fund our future (Finanziate il nostro futuro, ndr). Dovete darci il denaro”. Intonando cori, il gruppo ha ricoperto la facciata di Palazzo Mezzanotte di volantini: “Join the resistance of new Europe (Unitevi alla resistenza della nuova Europa)”, “Dovete ridarci il denaro”. All’arrivo dei carabinieri, gli studenti – un gruppo che si era staccato dal concentramento fissato per la manifestazione in largo Cairoli – sono stati fatti uscire da Palazzo Mezzanotte senza incidenti. Il gruppetto ha conquistato il centro della piazza e ha continuato a intonare cori contro il mondo degli affari e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Vi è stato anche un lancio di petardi contro le forze dell’ordine.

Palermo
Gli studenti di Palermo hanno occupato anche i binari della metropolitana dell’aeroporto di Palermo per protestare contro Trenitalia che impedisce la partenza dei manifestanti protagonisti del blocco del “Falcone-Borsellino”. Per dare loro manforte, un migliaio di colleghi sta occupando i binari della stazione centrale e della biglietteria del capoluogo. Insomma, resta alto il livello della mobilitazione che ha visto pure il blocco degli accessi del porto e delle principali strade cittadine. Dopo i blocchi all’aeroporto, alla stazione centrale e al porto, un corteo non autorizzato di oltre 30 mila studenti si è diretto al palazzo dell’Ars assediandolo completamente in attesa della votazione della fiducia.

Genova
A Genova gli studenti hanno occupato il varco portuale di Ponte Etiopia al porto di Sampierdarena e viale Canepa. Gli studenti hanno steso lo striscione ‘studenti e lavoratori uniti verso lo sciopero generale’ e hanno letto al megafono l’articolo 9 della Costituzione e la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Napoli
A scendere in piazza nel capoluogo partenopeo gli aderenti all’Uds, mentre gli universitari del movimento studentesco napoletano sono partiti, questa mattina presto, a bordo di 24 autobus alla volta di Roma. Gli organizzatori, proprio ieri, avevano sottolineato come avessero preferito una presenza maggiore nella Capitale, per dare peso alla protesta, e non manifestare in città. Il concentramento della manifestazione di Napoli è avvenuto alle 9.30 In piazza mancini, nei pressi della stazione Centrale. I ragazzi, dopo aver attraversato Corso Umberto e via Medina, si sono diretti in Piazza del Plebiscito dove è prevista la fine della protesta. Lungo il percorso non si sono registrati tensioni né incidenti con le forze dell’ordine.

Bari
Sono due i cortei studenteschi che dalle 10 di questa mattina a Bari stanno tenendo in scacco il traffico e le forze dell’ordine in una manifestazione contro il decreto Gelmini. Uno dei cortei è partito dalla facoltà di Scienze politiche occupata, con l’adesione degli studenti medi delle scuole del centro cittadino e in circa un migliaio si muove lentamente nella zona della stazione Centrale. L’altro corteo si è mosso dalla zona del Politecnico e di ingegneria occupata da diversi giorni e si dirige anch’esso verso il centro della città. Imponente dello schieramento della forze dell’ordine con l’uso di elicotteri, mentre i vigili urbani provano a gestire la difficile situazione del traffico. Tre studenti che hanno tentato di occupare i binari di un passaggio a livello alla periferia della città sono stati bloccati dalla polizia e condotti in questura per accertamenti. Lo confermato fonti della polizia di Stato. Gli studenti bloccati sono tra i circa mille che stamani partecipano a due cortei (che si sono congiunti poco fa nel centro cittadino) a cui prendono parte iscritti all’università e alle scuole superiori di Bari. Ancora fino a ieri diversi licei cittadini risultavano in occupazione o assemblea permanente mentre gli universitari e i ricercatori della facoltà scientifiche a umanistiche hanno tenuto lezioni all’aperto nelle piazze del centro storico del capoluogo pugliese.

Venezia, Vicenza e Padova
Ennesima protesta, con salita sul Ponte di Rialto, oggi a Venezia contro la riforma della scuola. Iniziative di protesta anche a Vicenza e Padova. Nel centro storico lagunare corteo, in corteo dalla stazione ferroviaria fino a Rialto sono sfilati, secondo fonti della Rete degli studenti, circa 1.500 giovani che hanno gridato slogan e mostrato striscioni. Oltre a protestare contro la riforma Gelmini, gli studenti hanno attaccato il Governo e nel giorno del voto in Parlamento all’esecutivo hanno chiesto la sfiducia. Su uno degli striscioni era scritto: “la nostra fiducia non l’avete”. La manifestazione – secondo fonti della Questura – si è svolta senza problemi. A Vicenza sono scesi in piazza in 3.000 con assemblea finale nel cortile di una scuola. Gli studenti hanno aperto il loro corteo con uno striscione riferito al governo Berlusconi con la scritta “Loro cadono noi ci alziamo” e “Maria Stella cadente”, quest’ultimo riferito alla Gelmini. A Padova circa 300 studenti hanno ‘occupato’ le piazze del contro città, al grido “Noi la crisi non la paghiamo”.

Cosenza
Lo svincolo di Cosenza nord dell’ autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria è chiuso a causa di una manifestazione promossa da un gruppo di studenti dell’ Università della Calabria contro la riforma degli atenei promossa dal Ministro Gelmini. Gli studenti hanno raggiunto lo svincolo dell’autostrada, provocandone il blocco, dopo avere tenuto un’assemblea nell’Aula magna dell’Università, che è da tempo occupata.

Savona
A Savona un corteo composto da un migliaio di studenti ha occupato pacificamente la storica fortezza del Priamar per protestare contro la riforma dell’Istruzione nel giorno della fiducia al Governo, appena incassata da Berlusconi. Gli studenti, appartenenti alle scuole medie e superiori del capoluogo e della provincia, si sono radunati intorno alle 10 in piazza Sisto IV per poi raggiungere l’antica fortezza, sulle cui mura è stato srotolato un grande striscione con scritto “Savona risponde”.

 

Articolo da Il Fatto Quotidiano

Video da Repubblica.it





 

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