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sabato 18 dicembre 2010

G8 Genova: motivazioni condanna De Gennaro “depistò le indagini per salvarsi”



Assurdo che nel 2010 (2011 tra pochi giorni) la gente ancora cada dalle nuvole … ancora creda alle favolette di certe persone … che ancora qualcuno rimanga stupito davanti la possibilità di presunti infiltrati tra le forze dell’ordine (con il compito di creare disordine) … ma niente da fare! Ancora molti s’indignano, si alterano, alzano la voce … “proteggete i manifestanti violenti” … e pure la storia dovrebbe aver insegnato che le cose spesso non vanno come ci vogliono far credere … lo stesso Francesco Cossiga ammise di aver usato poliziotti infiltrati per creare disordini (leggi qui … e molti ricorderanno che ci scappò anche il morto! ma poco importa era solo una zozza comunista .. no?) … ma niente in questo paese di beoti o te lo dice la tv o non è una cosa “possibile”!

Lo stesso G8 di Genova del 2001 dovrebbe essere solo l’ennesima prova inconfutabile che spesso possano accadere fatti del genere (lo dimostra che tutti i vertici della polizia sono stati condannati per quel che successe in quel G8) … ma noi li ancora a bocca aperta a credere alle favolette che ci racconta questa gente!!!

A tal proposito sono arrivate proprio oggi le motivazioni della condanna inflitta all’ex prefetto di Genova, Giovanni De Gennaro, attuale direttore dell’Asi (organismo che coordina i servizi segreti dell’Aisi e dell’Aise), condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione per per aver istigato l’ex questore di Genova Francesco Colucci alla falsa testimonianza nel processo per l’irruzione alla Diaz del G8 nel 2001” ... ecco quanto riportato i giudici … e riflettete bene gente!!!! Nessuno dice che tutti i poliziotti sono corrotti … ma è ora di finirla di rimanere a bocca aperta quando qualcuno insinua (giustamente) che tra le forze dell’ordine ci possano essere persone poco rispettabili!

Ecco le motivazioni, riporto da Giornalettismo:

Gianni De Gennaro, durante il G8 di Genova “aveva con evidenza l’interesse a non fare trapelare un suo diretto coinvolgimento nella vicenda Diaz”.

Secondo i giudici genovesi, De Gennaro dovette alterare “l’accertamento dei fatti, delle loro modalita’ e delle responsabilita’ politiche e penali, dei fatti posti in essere durante quell’operazione”, ovvero durante l’irruzione alla scuola Diaz del 20 luglio 2001. I giudici sottolineano come l’intero servizio di ordine pubblico si rivelo’ un “insuccesso”: mori’ Carlo Giuliani, nella scuola Diaz non furono trovati i black bloc. Erano dunque necessari depistaggi. De Gennaro avrebbe freddamente ordinato all’ex questore di Genova Francesco Colucci di ritrattare le sue dichiarazioni al processo Diaz, cosi’ da scagionare completamente l’allora capo della polizia. E questo, secondo la Corte d’Appello di Genova, fu un “delitto contro l’attivita’ giudiziaria”

Colucci fu intercettato durante il processo mentre riferiva a Sparta Mortola (ex Capo della Digos) che il “capo” gli avrebbe detto di “cambiare il tiro” sulla ricostruzione della catena di comando nell’irruzione alla scuola Diaz e sul ruolo giocato dall’allora capo della comunicazione del Dipartimento di sicurezza Roberto Sgalla. “Il capo ordino’ – si legge nelle motivazioni della sentenza – a Colucci di rivedere le precedenti dichiarazioni sulla questione Sgalla (vale a dire sulla presenza sul campo del portavoce del capo della polizia) per aiutare i colleghi imputati nel processo per l’irruzione nella scuola Diaz”. Questa strategia sarebbe stata messa a punto in una riunione privata tra Colucci e De Gennaro a Roma, un faccia a faccia che l’ex questore di Genova avrebbe evitato di menzionare al processo, “ulteriore conferma della consapevolezza e volonta’ dell’imputato De Gennaro della portata istigatrice e di suggerimento di una versione dei fatti al teste Colucci contrastante dalle precedenti dichiarazioni e con la realta’”

Colucci in quel periodo era in attesa di un avanzamento in carriera. Per i giudici De Gennaro, chiedendogli di favorirlo, “abuso’ anche della funzione pubblica esercitata e connessa al suo ruolo di direttore generale del Dipartimento di pubblica sicurezza”. Spartaco Mortola della ritrattazione di Colucci era al corrente e cosciente della portata. “Ben sapeva – si legge – che sulla circostanza dell’ingresso nella scuola Pascoli stava veicolando Colucci una versione difensiva non corrispondente alla realta’ dei fatti che, per altro, erano ben noti allo stesso Mortola”.

Riflettete gente … riflettete!!!





 

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