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martedì 23 marzo 2010

"Il settimo continente" il vortice di rifiuti che galleggia nell'Oceano Pacifico




Lo chiamano Pacific Trash Vortex, il vortice di spazzatura dell’Oceano Pacifico, ha un diametro di circa 2500 chilometri è profondo 30 metri ed è composto per l’80% da plastica e il resto da altri rifiuti che giungono da ogni dove. “E’ come se fosse un’immensa isola nel mezzo dell’Oceano Pacifico composta da spazzatura anziché rocce. Nelle ultime settimane la densità di tale materiale ha raggiunto un tale valore che il peso complessiva di questa “isola” di rifiuti raggiunge i 3,5 milioni di tonnellate”, spiega Chris Parry del California Coastal Commission di San Francisco, che è da poco tornato da un sopralluogo.

Questa incredibile e poco conosciuta discarica si è formata a partire dagli anni Cinquanta, in seguito all’esistenza della North Pacific Subtropical Gyre, una lenta corrente oceanica che si muove in senso orario a spirale, prodotta da un sistema di correnti ad alta pressione. L’area è una specie di deserto oceanico, dove la vita è ridotta solo a pochi grandi mammiferi o pesci.

Per la mancanza di vita questa superficie oceanica è pochissimo frequentata da pescherecci e assai raramente è attraversata anche da altre imbarcazioni. Ed è per questo che è poco conosciuta ai più. Ma proprio a causa di quel vortice l’area si è riempita di plastica al punto da essere considerata una vera e propria isola galleggiante. Il materiale poi, talvolta, finisce al di fuori di tale vortice per terminare la propria vita su alcune spiagge delle Isole Hawaii o addirittura su quelle della California.

In alcuni casi la quantità di plastica che si arena su tali spiagge è tale che si rende necessario un intervento per ripulirle, in quanto si formano veri e propri strati spessi anche 3 metri. La maggior parte della plastica giunge dai continenti, circa l’80%, solo il resto proviene da navi private o commerciali e da navi pescherecce.

Nel mondo vengono prodotti circa 100 miliardi di chilogrammi all’anno di plastica, dei quali, grosso modo, il 10% finisce in mare. Il 70% di questa plastica poi, finirà sul fondo degli oceani danneggiando la vita dei fondali. Il resto continua a galleggiare.

Gli scienziati hanno trovato una situazione peggiore del previsto. E’ diventato più “denso” il vortice dei rifiuti che galleggia nell’Oceano Pacifico, dove il gioco delle correnti raduna in un’area grande quanto la Francia i frammenti di plastica provenienti da tutto il mondo.
Sta terminando la spedizione del Project Kaisei organizzata dallo Scripps Institution of Oceanography. che ha mandato sul posto due navi.
Si era parlato della possibilità di trasformare quella plastica in carburante, ma ora non se ne fa più cenno. Ecco comunque i risultati.
Gli scienziati sono rimasti impressionati dalla quantità di plastica in cui si sono imbattuti e dalla crescente densità del vortice dei rifiuti.

Le Bbc News riportano le dichiarazioni di Mary Crowley , che era stato sul posto per la prima volta trent’anni fa. Allora, egli riferisce, si incontravano pezzi di plastica isolati.
Adesso, dice, la situazione è sorprendentemente cambiata. In mezz’ora si possono tranquillamente contare 400 pezzi di plastica sulla superficie dell’oceano.

Il vortice dei rifiuti si trova in una zona del Pacifico lontana dalle rotte commerciali e in cui raramente le imbarcazioni si avventurano. E’ impressionante, dicono ancora gli scienziati, vedere una così forte impronta della presenza umana a centinaia e di chilometri di distanza dalle coste e in un luogo assolutamente deserto.

I ricercatori ora contano di effettuare numerose analisi di laboratorio sui campioni di plastica che hanno raccolto, in cerca di sostanze tossiche.

Fra l’altro è di poche settimane fa la notizia che la plastica non è indistruttibile ma si decompone in mare rilasciando sostanze pericolose.
Il vortice dei rifiuti si trova fra le Hawaii e il Giappone. Fu scoperto nel 1997 dall’oceanografo Charles Moore. Continuerà a crescere finchè ci sarà plastica che finisce in mare.
Il sole e l’azione delle onde trasformano lentamente la plastica in minuti frammenti. Il mare somiglia ad un minestrone di immondizia.









 

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